Privacy, Uber meglio di WhatsApp e Amazon

Privacy, Uber meglio di WhatsApp e Amazon

Grazie alla settima edizione del report Who Has Your Back, che si occupa di controllare e valutare le policy della privacy sulle varie applicazioni e piattaforme, si è venuto a sapere come determinati software che vengono utilizzati quotidianamente sono in realtà un pericolo per la nostra sicurezza, soprattutto WhatsApp e Amazon.. Altre app rimandate sono quella di Facebook e della Apple, mentre Adobe, Dropbox e Uber sono state promosse a pieni voti.

Questo studio assegna una votazione da zero a cinque stelle ed ognuna corrisponde alla soddisfazione in merito ad un determinato criterio, e la buona notizia è che tutte le 26 società analizzate in questo momento stanno utilizzando delle ottime pratiche per proteggere tutti i dati sensibili dei propri utenti, infatti hanno ottenuto una valutazione positiva per quanto riguarda il “rapporto di trasparenza” sulle richieste dei dati ricevute dal governo. Inoltre le aziende pubblicano dei documenti ufficiale dove vengono mostrati e spiegati come vengono utilizzate le informazioni, e che per poterle visualizzare è necessario uno specifico mandato, mentre per tutti gli altri parametri è un po’ diversa la situazione.

Entrando nel dettaglio delle aziende, si nota come WhatsApp e Amazon hanno solamente due stelle di valutazione, e questo è dato dalle ottime politiche di trasparenza e in secondo luogo perché si sono spesi a favore della riforma della “sezione 702”, ovvero della legge che definisce i poteri della National Security Agency. Tolto questo vincolo politico, la piattaforma di acquisti e l’applicazione di messaggistica istantanea di Facebook fanno poco altro: non avvisano in caso gli utenti siano soggetti a richieste di agenzie governative, non avvertono se i propri dati finiscano nelle mani dei governi attraverso parti terze, come i fornitori o i partner. In più, le due app non avrebbero spinto per l’introduzione di un meccanismo che decida tutta la procedura che le agenzie dovrebbero effettuare per inoltrare una richiesta. “E’ urgente che Amazon e WhatsApp migliorino le proprie politiche per allinearsi al livello di altri servizi online” si legge nel report Who Has Your Back.

Con tre stelle sono presenti AirBnb, Snap e Twitter che, oltre a non aver nessuno impegno pubblico a sostegno delle riforme, non avvertono i propri utenti sulla richiesta delle proprie informazioni. Rimandati con una valutazione molto alta Microsoft, Facebook, Google, Apple, Slack, Yahoo e Linkedin. Promosse a pieni voti aziende come Dropbox, Adobe, Uber, Wickr, WordPress, Sonic, Pinterest, Lyft e Credo, mentre tra le peggiori in assoluto ci sono le compagnie di telecomunicazioni come AT&T, Comcast, T-Mobile e Verizon. “Sia le telco che i giganti della Silicon Valley devono migliorare. Ci aspettiamo che le compagnie proteggano e non sfruttino i dati che abbiamo affidato loro” conclude il report.

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