La Silicon Valley contro i gruppi di odio

La Silicon Valley contro i gruppi di odio

Dopo i tragici eventi di Charlottesville c’è stata un’ondata di sdegno in tutte le nazioni, ma soprattutto pare aver smosso qualcosa nei grandi colossi del web. Diverse aziende hanno immediatamente replicato tramite i propri canali social per condannare questi gesti ma soprattutto per esprimere il loro interessamento alla questione, ed una delle prime società è stata PayPal, che ha dichiarato che fermerà i pagamenti sulla propria piattaforma rivolti a promuovere odio, violenza e intolleranza. Sulla stessa riga hanno risposto anche Google e Uber, e la lista aumenta di minuto in minuto, con Facebook che non si è tirata in dietro. Le società tecnologiche che hanno iniziato a prendere le distanze da tutti questi gruppi di odio sono davvero numerose e bloccheranno i propri servizi a siti come The Daily Stormer, che invoca la supremazia dei bianchi. Apple, Airbnb, WordPress, Zoho, Discord, il servizio di crowfunding GoFundMe e la società di web security Cloudfare hanno espresso il loro dissenso per questi avvenimenti e faranno in modo che sulle proprie piattaforme non si possano creare più dei gruppi del genere.
Facebook è intervenuta sull’accaduto tramite un lungo post pubblicato tramite il profilo ufficiale di Mark Zuckerberg, che ha dichiarato “non c’è posto per l’odio nella nostra comunità. Ecco perché abbiamo sempre eliminato qualsiasi post promuovesse o celebrasse crimini d’odio o atti di terrorismo. Di fronte alla possibilità di nuove manifestazioni, seguiamo la situazione da vicino e toglieremo ogni minaccia di danno fisico. Non saremo sempre perfetti ma avete il mio impegno che continueremo a lavorare per rendere Facebook un posto dove ognuno si senta al sicuro”. Anche PayPal ha deciso di affidare i propri pensieri ad un lungo post, visto che questo “è un altro esempio inquietante delle tante forme in cui si manifestano razzismo e odio. L’intolleranza può esprimersi in tanti modi, online e offline, attraverso una vasta gamma di contenuti e linguaggi”. La famosa piattaforma di trasferimento di denaro continua, affermando che si ha bisogno di trovare “l’equilibrio tra la libertà di espressione e il dialogo aperto e la limitazione e chiusura di siti che accettano pagamento o raccolgono fondi per promuovere odio, violenza e intolleranza”.
Nonostante il cordoglio di tutti i colossi della Silicon Valley, gli attivisti per i diritti civili non sono contenti, accusando le società di una tardiva presa di coscienza: “E’ una vergogna che gli sia servito Charlottesville per prenderla sul serio” ha dichiarato l’analista del Southern Poverty Law Center (Splc) Keegan Hankes, “per molto tempo, PayPal è stato di fondo il sistema bancario per il nazionalismo bianco”.

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