Facebook chiude gruppo pro-Trump

Facebook chiude gruppo pro-Trump

Nonostante sia da diverso tempo il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump non gode di una buona fama planetaria, né tanto meno tra i colossi della Silicon Valley, che si sono più volte espressi contro di lui. Negli ultimi giorni si è venuto a conoscenza che la società californiana avrebbe chiuso un gruppo sulla propria piattaforma dove vari impiegati potevano, in via del tutto anonima, esprimere delle loro preoccupazioni sul posto di lavoro, ma con l’ascesa di Trump si trasformò in una specie di forum di discussione politica, dove per lo più il tutto finiva in interventi razzisti e sessisti. Facebook ha cercato di chiudere un occhio fino a quando la situazione non è completamente sfuggita di mano, inducendo il social network a chiudere il gruppo dopo le varie lamentele ricevute, e stiamo parlando di un fatto accaduto a fine 2016, come riportato dal The Wall Street Journal.
Il gruppo privato, che è stato rinominato Facebook Anon, era stato creato nel maggio 2015 per garantire agli impiegati un mezzo dove esprimere le proprie opinioni e migliorie sul posto di lavoro, e per assicurare una libertà totale, i contenuti all’interno erano completamente anonimi, in modo che chiunque potesse criticare la politica aziendale della propria società. Dopodiché, con le imminenti elezioni politiche si iniziò a trattare di argomenti non molto consoni sulla piattaforma, soprattutto a sfondo razzista. Così, in poco tempo, Facebook Anon è divenuto uno dei gruppi che sosteneva la corsa di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, e dopo numerosi commenti sessisti e offensivi verso le altre etnie, il colosso di Menlo Park ha chiuso il tutto. Sulla questione è intervenuto Lori Goler, il capo delle risorse umane di Facebook: “Una pietra angolare della nostra cultura è essere aperti. Il gruppo interno Fb Anon violava i nostri termini di servizio, che richiedono alle persone che usano Facebook, dipendenti inclusi, di usare la loro vera identità. Lo scorso anno abbiamo disabilitato tutti i gruppi e le pagine anonime all’interno del social network, ricordando a tutti gli impiegati i luoghi della nostra azienda in cui è possibile discutere delle questioni che hanno a cuore, apertamente o in modo confidenziale”. La chiusura di Facebook Anon è stata commentata anche da Mark Zuckerberg, che durante un evento gli è stato chiesto la motivazione che ha portato alla chiusura del gruppo, dove il CEO dell’azienda californiana avrebbe replicato che era diventato un luogo dove si effettuavano dei commenti che infastidivano molte persone, e che questo atteggiamento non sarebbe più stato tollerato dalla sua società.

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