Autore: Davide

Studente trova una falla nella sicurezza di Google e viene premiato

Studente trova una falla nella sicurezza di Google e viene premiato

Da sempre l’azienda di Mountain View incentiva i giovani a cercare di avvicinarsi alla programmazione ed in particolar modo ai vari metodi di sicurezza online, organizzando addirittura dei premi per chi riesce a violare i propri sistemi operativi come per esempio Android. Molto singolare invece è quel che è accaduto a Ezequiel Pereira, uno studente uruguaiano, che nel tempo libero si è messo a controllare se il colosso californiano avesse qualche bug, ed essendo appassionato di informatica, si è accorto di una grave falla nel sistema di sicurezza di Google. A quanto pare, questo ragazzo è riuscito con facilità ad entrare nel cosiddetto “back-end” dell’azienda, ovvero nel sistema che dovrebbe essere esclusivamente riservato agli impiegati della società e non agli utenti, senza nessun hackeraggio o alcuna registrazione tramite il sito. Una volta che si è accorto dell’accaduto e che le pagine che stava visualizzando erano confidenziali, visto che era presente la dicitura Google Confidential in basso, lo studente, che non aveva alcuna intenzione di trafugare delle informazioni riservate, ha contattato immediatamente il centro di sicurezza di Google avvisando di un grande bug che potenzialmente poteva recare un furto di numerosi dati in possesso all’azienda. Dopo solo poche ore, la società californiana ha risposto prettamente all’email del ragazzo, affermando di aver verificato la situazione e che provvedevano a correggerla nel minor tempo possibile, in più gli è stato detto di aspettare un paio di giorni per ulteriori notizie, non capendone la motivazione. Dopo qualche ora, uno dei dipendenti ha contattato il ragazzo facendoli i complimenti e ringraziandolo personalmente e, a distanza di qualche settimana, Big G ha inviato una nuova mail a Ezequiel per assegnargli un premio di 10 mila dollari. Il giovane studente ha voluto raccontare questa sua esperienza sul web tramite una pagina internet dove ha scritto dettagliatamente tutti i passaggi, inserendo persino i vari procedimenti che hanno portato alla sua ricompensa. “Sogno di diventare un ricercatore nell’ambito della sicurezza” ha scritto nelle ultime righe del suo resoconto, e con un precedente del genere, sicuramente un’importante azienda come Google non si lascerà scappare questo ragazzo. L’esempio di Ezequiel Pereira dovrebbe far riflettere, visto che in questi ultimi periodi si parla sempre di una corretta educazione sul mondo del web e non solo, ed un avvenimento del genere dimostra come persino su internet c’è ancora speranza nei giovani d’oggi.

In arrivo un software esclusivo per i giornalisti per identificare le fake news

In arrivo un software esclusivo per i giornalisti per identificare le fake news

Nello scorso gennaio, con l’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, il mondo ha scoperto un nuovo fenomeno del web: le fake news. Si tratta di notizie non veritiere che sono state diffuse nel mondo di internet per manipolare l’opinione pubblica, oltre che creare un giro d’affari molto imponente ma che allo stesso tempo contribuiva a diffondere falsità mettendo in crisi il settore editoriale. Da diverso tempo varie aziende stanno cercando di creare o modificare le proprie attività cercando di sminuire i portali di fake news o comunque riportare solo notizie verificate, pensate che Google ha dovuto cambiare il proprio algoritmo di ricerca mentre Facebook ha provato ad implementare vari plugin per evidenziare le notizie reali, ma la novità degli ultimi giorni viene dal Regno Unito, dove a partire da ottobre, sarà possibile utilizzare un software che riconoscerà le bufale, in particolare quelle dei politici. Quest’applicazione è stata creata da Full Fact, un’organizzazione indipendente che ha come obiettivo quello di verificare la veridicità delle notizie. Il prodotto è stato ribattezzato dai propri creatori “bullshit detector” ed è stato provato in anteprima esclusiva dal famoso quotidiano britannico The Guardian, e permetterà di controllare in tempo reale le dichiarazioni rilasciate dai politici in televisione, sulla stampa e in Parlamento, smascherando possibili bufale. La prima versione di questo software verrà rilasciata ad ottobre e avrà una fase sperimentale, ma non riguarderà solamente il Regno Unito, infatti verrà utilizzata anche in Africa ed in Sud America, dove l’organizzazione Full Fact collabora già da diverso tempo con società locali come Africa Check (molto presente in Nigeria) e l’argentino Chequeado. La lotta alle fake news è diventato uno dei punti fondamentali per diverse aziende, come già accennato sia Facebook che Google sono scese in campo con buoni risultati, ma non sono riusciti a fermare del tutto il fenomeno, ed è per questo che aziende come Full Fact cercano di eliminare una volta per sempre questo sistema di bufale che sul web ha trovato un terreno molto fertile, anche se ci sono grossi investimenti da parte di persone come George Soros e del fondatore di Ebay, Pierre Morad Omidyar, che vogliono estinguere le fake news.
La prima versione del sistema si baserà su un vasto database che conterà migliaia di fact-checking realizzati manualmente, e grazie ad essi sarà possibile eseguire una scansione delle notizie pubblicate dalle varie testate giornalistiche, dai telegiornali e dalle note del Parlamento. Probabilmente in futuro verrà lanciata anche una versione completamente dedicata alla televisione: “E’ come cercare di costruire un sistema immunitario, mentre sempre più informazioni sbagliate vengono diffuse nel mondo, quello che ci manca sono i mezzi per respingerle” afferma Mevan Babakar, project manager di Full Fact.

Google rileva Senosis, startup che rileva le malattie tramite smartphone

Google rileva Senosis, startup che rileva le malattie tramite smartphone

Da diverso tempo l’azienda di Mountain View si sarebbe concentrata anche nel settore della sanità, visto che oltre ad offrire i suoi servizi tecnologici a vari ospedali e centri privati, ha iniziato ad eseguire dei test per cercare di trovare la causa o di debellare determinate malattie, tra cui il diabete. Negli ultimi giorni è arrivata la notizia che Google avrebbe acquistato Senosis, che si tratta di una piccola startup che grazie alla capacità e la potenza del machine learning, potrebbe rivoluzionare il mondo medico tramite una serie di applicazioni che saranno disponibili per i vostri smartphone. A quanto pare, se verrà approvato dalla FDA (Food and Drug Administration, che fa riferimento direttamente al Dipartimento della Saluta e dei Servizi Umani), tramite un semplice cellulare e con le giuste applicazioni, si potranno sostituire vari strumenti che oggi sono esclusivamente a disposizione nelle varie strutture sanitarie. La grande innovazione delle app targate Senosis è che non servirebbe nessun hardware aggiuntivo, infatti tramite i vari software il vostro smartphone potrebbe trasformarsi in un vero e proprio macchinario medico in grado di rilevare i parametri vitali e di aiutare nella diagnosticazione di diverse tipologie di patologie e quadri sintomatologici, in particolare nei paesi dove l’accesso ai vari strumenti è più difficile. Queste rivoluzionari app utilizzeranno la fotocamera per rilevare i livelli di bilirubina nel sangue, che per esempio in caso di innnalzamento produce l’ittero, in particolare nei neonati, oppure la quantità di emoglobina per i vari casi di anemia, oltre la possibilità di controllare il battito cardiaco. Il tutto sarà possibile tramite il microfono del vostro smartphone, e Senosis sarà capace di rilevare dei problemi semplicemente ascoltando il vostro respiro tramite il microfono o appoggiandolo in determinati parti per notare delle possibili complicanze ai polmoni, come potrebbe essere la fibrosi cistica o l’asma.
Queste rivoluzionarie applicazioni sono state si realizzate da Senosis, ma con la partecipazione di Shwetak Patel e altri quattro ricercatori dell’Università di Washington, che nel 2011 sono stati premiati con il MacArthur Genius Grant, un premio per i giovani più promettenti. Le varie app si chiamano SpiroSmart, Spirocall, OsteoApp ed HemaApp, e sono tutte in attesa della valutazione e approvazione della FDA. In caso di esito positivo, ci si aspettano importanti novità per quanto riguarda i software riguardanti le salute, soprattutto negli smartphone e nei dispositivi targati Google. Nonostante tutto, poter arrivare ad una diagnosi definitiva tramite il proprio cellulare basata sull’intelligenza artificiale e il machine learning è molto lontana, e comunque sarebbero degli strumenti da affiancare ai pareri dei medici e non devono in alcun modo sostituirli.

Privacy, i colossi della tecnologia chiedono il quarto emendamento

Privacy, i colossi della tecnologia chiedono il quarto emendamento

Uno dei problemi più gravi di tutto il mondo del web è da sempre la privacy, cosa che non sempre si riesce ad assicurare sia per gli attacchi informatici da parte degli hacker sia per programmi che molte volte reperiscono informazioni personali anche non essendo autorizzate. Negli ultimi periodi però si è parlato di come certi dispositivi utilizzati da diversi terroristi, non siano stati violati dalle aziende proprietarie per rispettare i requisiti di riservatezza, ed in particolar modo con l’avvento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, le richieste da parte del governo ai colossi del web sono aumentate enormemente ed è per questo che società come Google, Apple, Microsoft, Facebook, Twitter ed altre hanno chiesto una maggiore protezione per la privacy, appellandosi al quarto emendamento per gli smartphone. A quanto pare le aziende si sono rivolte direttamente alla Corte Suprema per chiedere delle limitazioni sui modi in cui le varie forze dell’ordine possono entrare in possesso dei dati relativi ad un cellulare sospetto, infatti viene contestata la possibilità di accedere alle varie informazioni sensibili dei dispositivi, come la posizione geografica. Le aziende avrebbero presentato in tribunale un documento di oltre 30 pagine, in qualità di “amici curiae”, un termine giuridico che vuole indicare chi non essendo parte integrante della causa, vuole aiutare la corte a prendere una decisione. Il caso verrà monitorato molto attentamente, perché il tribunale con la sua decisione potrebbe aprire delle grosse controversie sulla vita privata di tutti gli utenti nell’era del digitale. Il documento presentato alla Corte rientra nella causa “Carpenter contro gli Stati Uniti”. Stando alla relazione realizzata dalle varie società, “la Corte dovrebbe perfezionare l’applicazione di alcune dottrine del Quarto emendamento per assicurarsi che la legge si relazioni realisticamente con le tecnologie basate su internet e con le aspettative dei cittadini sulla privacy dei loro dati digitali”. La causa ha come protagonista Timothy Carpenter, un uomo che è stato condannato nel 2011 per varie rapine a Detroit, e l’accusa è stata in grado di collegare l’uomo vicino ai vari luoghi grazie alle informazioni ottenute tramite le celle telefoniche del suo cellulare, ma il problema è che questi dati sono stati forniti dagli operatori di telefonia mobile senza alcun mandato del tribunale. Le compagnie fanno una certa leva sulla volontà degli utenti USA che si aspettano delle politiche sulla privacy migliori, ma gli stessi dati dovranno essere disponibili per le aziende “per fornire e migliorare i propri servizi al cliente”.

Internet of Things e smart speaker, il mercato del futuro

Internet of Things e smart speaker, il mercato del futuro

Il mondo della tecnologia avanza quotidianamente in tutti gli ambiti possibili ed adesso si parla con insistenza di intelligenza artificiale e prodotti simili, ma nel mondo dell’Internet of Things si tiene d’occhio il mercato degli smart speaker. Secondo vari analisti, la voce degli oggetti sempre connessi può diventare un aspetto da non sottovalutare in nessun modo e potrebbero durare molto a lungo, più dei vari smart watch e dei Google Glass. D’altronde, come è riportato sul sito di Pandora, un servizio di streaming radio, “voice is the new touch”, e non è l’unica azienda a pensare ciò. I motivi sono diversi, ma soprattutto le previsioni che sono state effettuate hanno attirato l’attenzione di diverse società, visto che il mercato degli smart speaker prevede un valore di circa 13 miliardi di dollari entro il 2024, almeno quanto riporta il Global Market Insight. Le aziende che stanno adottando queste caratteristiche nei propri dispositivi è incrementata del 140% secondo Park Associates. Ovviamente una delle principali attività che punta fortamente su questa tecnologia è nel mercato musicale: pensate che l’ascolto tramite smart speaker nel solo 2016 è aumentato del 282%, ed è un numero che migliora di anno in anno. Per fare un confronto, l’adozione degli altoparlanti sta battendo quello che accompagnò la diffusione delle televisioni, e mentre prima ci volevano molti anni per arrivare ad un apparecchio tv, addesso nelle case uno smart speaker su tre è già collegato a due o più dispositivi, e a confermarlo è uno studio realizzato dalla Pandora-Edison Research.
Per adesso il mercato vede Amazon Echo in una posizione dominante, che grazie all’assistente digitale Alexa viene utilizzata come motore di ricerca vocale e sistema operativo, ed offre un modo facile e veloce agli utenti per connettersi con il mondo online e con gli altri dispositivi. Un altro dispositivo da tenere sotto controllo è Google Home, che negli ultimi periodi sta crescendo incredibilmente. Le stime molto ottimistiche del mercato smart speaker hanno varie motivazioni: in primis il costo, visto che si aggira sui 100-200 dollari che è accessibile per il grande pubblico, ma anche la loro compatibilità e affermazione tramite l’Internet of Things non fa che aumentare la loro utilità, visto che potranno connettersi con termostati, frigoriferi, smart tv e quant’altro, riuscendo a centralizzare tutti i loro dispositivi. Secondo un’altra analisi effettuata sempre da Pandora-Edison Research, gli smart speaker vengono utilizzati prettamente per lo shopping, in seguito per controllare il meteo, ascoltare barzellette ed infine per domande generali.